Semplifichiamo la vita ai piccoli agricoltori, semplifichiamo la normativa vigente.

Oggi, la normativa vigente impone alle piccole aziende agricole di smaltire paglie, potature ed altro materiale vegetale simile alla stregua dei rifiuti speciali, con conseguenti alti costi da sostenere.
L’alternativa (del tutto inaccettabile) per questi piccoli agricoltori è la commissione del reato di illecito smaltimento dei rifiuti poiché, nella maggior parte dei casi, l’unico metodo per eliminare questi rifiuti è bruciarli.
Diversamente, il rischio è che questo materiale non venga né raccolto né in qualche modo smaltito, aumentando così il rischio di incendi derivanti dall’essicazione di quest’ultimo.
Pertanto, ho appena sostenuto la risoluzione dell’On. Pastorelli con un intervento in VIII Commissione poiché è necessario, in questo momento di profonda crisi del Paese, semplificare gli adempimenti ambientali in agricoltura che comportano oneri non sostenibili soprattutto per i piccoli agricoltori.

Infatti, la legislazione ambientale è, attualmente, impostata su problematiche di larga scala e di conseguenza crea problemi di gestione sulla piccola scala, soprattutto nel settore agricolo. E’ necessario, dunque, semplificare gli adempimenti a cui sono sottoposte le piccole imprese quando le quantità da sfalciare sono molto ridotte. Sanzioni ed adempimenti spropositati inficiano l’economicità delle piccole produzioni agricole e se non rideterminate e semplificate porteranno all’abbandono delle piccole imprese agricole.

La risoluzione discussa in Commissione Ambiente oggi, impegna il Governo a prendere opportune iniziative, di qualsiasi natura e nell’ambito delle proprie competenze, al fine di mettere in condizione le imprese agricole di poter smaltire autonomamente, e pur sempre nei rispetto dell’ambiente, paglia, sfalci, potature, nonché materiali agricoli o forestali naturali non pericolosi, ivi inclusi quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato, che non vengano utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia.

Di seguito il testo della risoluzione.

L’VIII Commissione,
premesso che:
secondo l’articolo 185 del decreto legislativo n. 152 del 2006, comma 1, nella sua formulazione in vigore dal 25 dicembre 2010, il materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso (quali paglia, sfalci, potature, e altro), che non venga utilizzato in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia, rientra nella gestione dei rifiuti speciali, in quanto derivanti da attività agricole e agro-industriali;
così articolata, la disciplina in questione non consente più l’eliminazione di detto materiale mediante l’uso del fuoco, pratica che così va a configurare il reato di illecito smaltimento dei rifiuti;
tale disciplina ha creato non poca incertezza, posto che le regioni, nell’ambito dell’elaborazione dei propri piani di prevenzione degli incendi boschivi, hanno spesso disciplinato in senso opposto in ordine a tali pratiche, configurando come lecite (in certi orari e con determinate modalità) la pratica dell’abbruciamento di detto materiale vegetale di scarto;
al momento, stante in materia di tutela dell’ambiente la chiara prevalenza della normativa statale su quella regionale (più volte sancita dalla stessa Corte costituzionale, cfr. sentt. nn. 307 del 2003, 246/2006, 378/2007), dove la prima costituisce un limite invalicabile per la seconda, detto materiale deve essere trattato, secondo le vigenti previsioni di legge, alla stregua di rifiuto speciale;
le aziende agricole italiane, in modo particolare quelle di modeste dimensioni, sono messe in una situazione di grave di difficoltà dalla normativa nazionale citata in premessa, posto che devono sopportare costi aggiuntivi per lo smaltimento di materiale vegetali del tutto naturali;
in particolare, dette aziende spesso non sono nelle condizioni di poter produrre, secondo quanto previsto dall’articolo 185 citazione «energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana», dati gli elevati costi che tali processi comportano, e stante anche l’assoluta genericità delle condizioni poste dalla stessa normativa (che determinato una notevole incertezza negli stessi operatori economici nel settore agricolo);
a fronte dei notevoli costi che le aziende agricole sono costrette a sopportare, specialmente nel presente periodo di grave crisi economica, per lo smaltimento di paglie, potature ed altro materiale vegetale simile, l’alternativa (del tutto inaccettabile) per dette imprese al momento è la commissione del reato di illecito smaltimento dei rifiuti;
nell’attuale quadro di incertezza, quindi, sulle possibili condotte lecite alternative che le aziende possono adottare in merito alla presente questione, il rischio è che detto materiale non venga ne raccolto né in qualche modo smaltito, aumentando così il rischio di incendi derivanti dall’essicazione di quest’ultimo e l’innalzamento delle temperature;
le condizioni estremamente delicate nella quali si trova il settore agricolo nazionale impongono un’attenzione particolare sulle problematiche di questo da parte delle istituzioni nazionali, ivi comprese quelle legate alla gestione e smaltimento dei rifiuti,

impegna il Governo

a prendere opportune iniziative, di qualsiasi natura e nell’ambito delle proprie competenze, al fine di mettere in condizione le imprese agricole di poter smaltire autonomamente, e pur sempre nei rispetto dell’ambiente, paglia, sfalci, potature, nonché materiali agricoli o forestali naturali non pericolosi, ivi inclusi quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato, che non vengano utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia.
(7-00089) «Pastorelli, Matarrese».

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