Roghi a Japigia, interrogazione di Matarrese al Governo

Ho sottoposto ancora una volta al Governo la situazione di illegalità che si è venuta a creare da un anno a questa parte nel quartiere di Japigia a Bari. L’ho fatto ancora una volta tramite un’interrogazione nella quale ho chiesto di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini che sono costretti costantemente a respirare i fumi tossici derivanti dalla combustione di materiali diversi dovuti a roghi appiccati da “ignoti” e a subire le condizioni di pericolo dovute agli incendi che rasentano le loro abitazioni.
 
Tenuto conto della ormai nota difficoltà di gestione dei campi nomadi presenti nella zona, sia abusivi che regolari, e dalle attività illecite che sembrerebbero essere connesse alla presenza degli stessi nomadi, ho chiesto al Governo se non intenda potenziare le attività di controllo e di prevenzione al fine di garantire e mantenere costante la sicurezza dei cittadini residenti nella zona e se non intenda provvedere a costanti monitoraggi dell’intera zona volta all’individuazione e allo sgombero di eventuali altri insediamenti abusivi di nomadi.
 
Di seguito il testo dell’interrogazione.
 
Al Ministro dell’Interno
 
Per sapere,
premesso che:-
 

secondo quanto riportato dalla stampa, i cittadini del quartiere di Japigia a Bari sono costretti, ormai da più di un anno, a dover sopportare i rilevanti disagi derivanti dalla situazione di illegalità che si è venuta a creare a seguito della ormai nota difficoltà di gestione dei campi nomadi, sia abusivi che regolari, e dalle attività illecite che sembrerebbero essere connesse alla presenza degli stessi nomadi;

 

la rilevanza della problematica è da considerarsi sotto due profili: quello del pericolo per la salute dei cittadini, derivante dalla inalazione delle polveri sottili che inquinano l’aria e che sono prodotte dalla combustione di materiali diversi, e quello del pericolo per l’incolumità dei residenti che sono costantemente minacciati da incendi in aree prossime alle abitazioni. C’è da evidenziare, inoltre, la presenza costante di insediamenti abusivi di nomadi che occupano zone di territorio sempre diverse eludendo l’intervento delle forze dell’ordine;

 

l’ultimo rogo appiccato da ignoti in ordine di tempo risale al 12 luglio scorso nell’area dinanzi alle palazzine di strada Cannone, nella zona di San Marco/Parco Sud sulla quale insiste un campo nomadi abusivo. I cittadini hanno denunciato, ancora una volta, l’impossibilità di respirare l’aria che è chiaramente e puntualmente invasa da fumi tossici derivanti dalla combustione di materiali che vanno dalla semplice sterpaglia, alla plastica, alla refurtiva e alla spazzatura recuperata dai cassonetti e poi scartata poiché ritenuta inutile. A seguito dell’incendio divampato il 12 luglio, è stato disposto l’allontanamento dei nomadi del campo rom abusivo di Japigia in strada Cannone (contrada Torre Carnosa);

i roghi e gli insediamenti abusivi sono ormai una costante per il quartiere Japigia ed ho già posto questa situazione all’attenzione del Governo in un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente, la 5-09928 discussa il 3 novembre 2016 in VIII Commissione. Nonostante la difficoltà ad individuare i colpevoli e nonostante le rassicurazioni del ministro che evidenziò anche la necessità di aumentare le attività di controllo e di prevenzione, nulla è cambiato e i residenti sono ancora oggi costretti a vivere in condizioni al limite della vivibilità;

a distanza di più di un anno il ripristino della legalità in quest’area è ormai divenuta un’esigenza non più procrastinabile e appare urgente la necessità di un’azione coordinata tra tutte le autorità competenti che possano porre in essere adeguate attività di prevenzione e di controllo costante del territorio al fine di individuare ed assicurare alla giustizia i responsabili dei reati;

 

quali iniziative di propria competenza intenda adottare al fine di ripristinare le condizioni di legalità nell’area indicata in premessa ed in particolare se non intenda potenziare le attività di controllo e di prevenzione al fine di garantire e mantenere costante la sicurezza dei cittadini residenti nella zona e se non intenda provvedere al monitoraggio costante dell’intera zona volta all’individuazione e allo sgombero di eventuali altri insediamenti abusivi di nomadi.

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