In missione a Bruxelles

Ho trascorso due giorni intensi a Bruxelles presso la Commissione Europea, in missione per conto della Camera dei Deputati . Ho tenuto diversi incontri di approfondimento con i dirigenti della Commissione sui temi che saranno trattati nel prossimo semestre europeo, il cui Consiglio dell’Unione europea sarà presieduto dall’Italia da luglio a dicembre 2014, ed in particolare relativamente alle strategie comunitarie per superare la crisi.

Abbiamo avuto modo di esaminare le politiche dell’Unione europea relative alla crescita dei Paesi membri, all’ambiente ed il clima, all’industria, all’energia ed allo stato di avanzamento dei fondi comunitari.

Programmi con obiettivi importanti che riguardano il miglioramento e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni (l’Italia è ultima e fa compagnia alla Romania!), la riduzione del costo del lavoro e della tassazione sulle imprese, gli investimenti in innovazione e ricerca, la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro favorito dal corretto impiego dei fondi comunitari per attrarre investimenti e promuovere occupazione.

L’Unione Europea è un riferimento necessario per arrivare a quelle riforme strutturali indispensabili per garantire all’Italia una maggiore competitività ed un diverso futuro.

Programmare con obiettivi temporali a medio e lungo termine non è una vocazione propria del nostro Paese, troppo soggetto alla volubilità politica ed alla ricerca del consenso. Sono obiettivi importanti, questi, e l’UE ha stabilito che dovranno essere raggiunti entro il 2020 e, ovviamente, presuppongono a che gli Stati membri mettano in campo programmazioni ed azioni che siano concreti e conseguenti.

È quindi necessaria una profonda sinergia delle azioni politiche dei Parlamenti degli Stati membri e quindi approfondire la conoscenza delle reciproche iniziative. È questo il senso della missione che siamo stati chiamati a svolgere.

La crisi, infatti, ha evidenziato la stretta interdipendenza tra le economie dei Paesi membri e ciò richiede, necessariamente, una una risposta coordinata a livello economico e sociale.

La conoscenza dell’Unione Europea va quindi approfondita e divulgata perché sempre più spesso, a danno dei cittadini, diviene il luogo ove scaricare le incompetenze e gli insuccessi della politica del solo consenso e delle facili promesse elettorali disattese.

Il futuro dei giovani è l’Europa ed il nostro futuro dipende dalla capacità dei nostri giovani di innovare e riformare il nostro Paese, a partire proprio dalla politica.

Invito tutti ad informarsi sul funzionamento dell’UE al link che posto di seguito tenendo conto di questa sintesi iniziale relativa alla sua struttura.

L’UE ha una struttura istituzionale unica nel suo genere:

– le priorità generali dell’UE sono fissate dal Consiglio europeo, che riunisce i leader politici a livello nazionale ed europeo
– i deputati europei, eletti direttamente, rappresentano i cittadini nel Parlamento europeo
– gli interessi globali dell’UE sono promossi dalla Commissione europea, i cui membri sono nominati dai governi nazionali
– i governi difendono i rispettivi interessi nazionali in seno al Consiglio dell’Unione europea.

La struttura istituzionale dell’UE >>> http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/index_it.htm

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