Impianto di compostaggio di Cellamare, Matarrese interroga il Governo

Ho segnalato al Governo, con una specifica interrogazione, la situazione relativa alla realizzazione del nuovo impianto di compostaggio nei pressi del Comune di Cellamare.

Su indicazione del consigliere comunale Margherita Salvemini ho evidenziato le principali criticità di questo intervento al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

In primo luogo credo sia da stabilire se l’area prescelta per la costruzione dell’impianto sia idonea e se rispetti le leggi vigenti in materia nonché le distanze minime prescritte dai centri abitati, quali nel caso i comuni di Noicàttaro, Capurso e Cellamare. Non appare, infatti, opportuno realizzare questo tipo di stabilimento in prossimità di asili nido, scuole e case di riposo per anziani.

In secondo luogo credo sia il caso di valutare l’opportunità di costruirlo a soli 20 km dall’impianto similare che sta realizzando l’AMIU con un finanziamento di 11 milioni di euro del Ministero dello Sviluppo economico.

In ultimo, appare necessaria un’altra attenta valutazione sull’opportunità di realizzarlo in una zona rilevante dal punto di vista ambientale e paesaggistico, tale da essere soggetta a vincolo ai sensi del Dlgs 42/2004.

È chiaro che questa vicenda evidenzia problematiche considerevoli in materia di tutela della salute dei cittadini, di tutela ambientale e paesaggistica nonché di programmazione razionale nella costruzione di impianti di questa tipologia sul territorio che non può e non deve rispondere solo ed esclusivamente ad interessi locali.

Ho chiesto quindi al Governo di seguire con attenzione la situazione e di porre in essere quanto di propria competenza non solo per tutelare la salute della popolazione, l’ambiente ed il paesaggio ma anche affinché l’uso di risorse pubbliche sia ottimizzato, razionale ed efficace

Di seguito il testo dell’interrogazione

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
secondo quanto si evince dalle cronache, nell’anno 2013, l’assessore alla qualità dell’ambiente della regione Puglia ed il sindaco del comune di Cellamare, in rappresentanza dell’O.G.A. (organo di governo d’ambito) di Bari, avrebbero sottoscritto il disciplinare per l’assegnazione dei fondi per la realizzazione di un impianto di compostaggio nel comune di Bari e precisamente a Cellamare;
secondo quanto si evince dagli organi di stampa, sembrerebbe che il progetto dell’impianto preveda anche la produzione di energia dalla combustione di biogas;
il costruendo impianto di compostaggio, destinato a raccogliere i rifiuti dei 21 comuni circostanti, sembrerebbe non avere il gradimento dei cittadini e dei comitati dei comuni di Cellamare, Noicattaro e Capurso che lamentano non solo i pericoli derivanti da probabili rischi di impatto ambientale ma anche i potenziali pericoli per la salute della popolazione che potrebbero essere causati dalla localizzazione dell’impianto;
secondo quanto riferito dai quotidiani, inoltre, sembrerebbe che nella zona industriale di Bari, distante circa 20 chilometri in linea d’aria dalla presunta zona di costruzione dell’impianto di Cellamare, sarebbe in fase avanzata di realizzazione il progetto per la costruzione di un impianto di compostaggio per il recupero energetico dei rifiuti organici e la produzione di compost di qualità. Il progetto, presentato dall’AMIU, ha ottenuto il via libera del Ministero dello sviluppo economico che lo finanzierà con 11 milioni di euro, a fronte di un valore complessivo dell’opera stimata in 18 milioni di euro;
in merito, la regione Puglia ha già espresso «giudizio favorevole di compatibilità ambientale per il progetto “Realizzazione di un impianto per il trattamento FORSU da RD per produzione di compost con recupero energetico da realizzarsi nell’area dell’AMIU Bari S.p.A.”» così come si evince da determinazione del dirigente del servizio ecologia del 24 ottobre 2014, n. 332;
a giudizio degli interroganti la presenza del costruendo impianto AMIU dovrebbe rendere superflua la realizzazione di un nuovo impianto simile nella stessa zona di Bari;
in data 30 marzo 2015, alcuni consiglieri di opposizione del comune di Cellamare hanno presentato una mozione con la quale si chiede al presidente del consiglio comunale di sottoporre all’approvazione del consiglio la revoca in autotutela della delibera di consiglio comunale n. 37 del 10 dicembre 2009 avente ad oggetto «Bacino Alto BA/5. Individuazione sito per impianto di compostaggio consortile e conseguente disponibilità immobile comunale ubicato alla contrada Fogliano in agro di Cellamare»;
il territorio nel quale è destinato a sorgere l’impianto di compostaggio, attraversato dal torrente Chiancarello, è soggetto a vincolo ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, con particolare riguardo alla presenza di gravine e lame che, con diverse dimensioni, partono dalle ultime propaggini collinari delle murge per arrivare al mare, rivestendo particolare interesse sotto il profilo paesistico e naturalistico –:
di quali elementi disponga il Governo in merito a quanto esposto in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per tutelare le aree di rilevante interesse paesaggistico in prossimità delle quali è prevista la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Cellamare;
se il Ministero dello sviluppo economico, che ha riconosciuto un consistente finanziamento per il progetto relativo alla costruzione di un impianto di compostaggio nella zona industriale di Bari, fosse a conoscenza del fatto che a distanza di pochi chilometri sarebbe stato realizzato un ulteriore impianto con caratteristiche analoghe. (4-08665)

Link verso l’interrogazione parlamentare pubblicata sul sito della Camera dei Deputati

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