ILVA-Taranto, Ministero della Salute a Matarrese: ok al registro malformazioni in Puglia e ad altre iniziative dell’ISS

Mi scrive il Ministro della Salute in relazione all’attuazione dell’ordine del giorno che ho presentato alla Camera dei Deputati, unitamente ai colleghi Zolezzi, Bratti e Latronico, e che impegnava il Governo a concordare con la regione Puglia l’istituzione di un registro malformazioni congenite per il territorio regionale soprattutto a seguito della situazione di inquinamento ambientale venutasi a creare a Taranto a causa dell’ILVA.

Il Ministro mi comunica intanto che l’Istituto Superiore di Sanità ha apprezzato il nostro impegno parlamentare e quindi l’ordine del giorno nonché l’impegno del Governo a volerlo accogliere e ad agire di conseguenza.

Proprio a tale riguardo, l’ISS segnala che la sorveglianza delle malformazioni congenite è uno degli  approfondimenti suggerito nel proprio “Piano di monitoraggio sanitario” redatto per il sito di Taranto che potete leggere di seguito in versione integrale.

Ecco il piano

Di seguito, vi sintetizzo la missiva che mi è giunta dal Ministero della Salute che riporta la comunicazione dell’Istituto Superiore di Sanità che illustra le finalità del Piano di monitoraggio sanitario.

Intanto, alcuni studi di monitoraggio ambientale e misure delle emissioni industriali hanno evidenziato nell’area di Taranto un quadro di inquinamento ambientale diffuso, con un rilevante contributo del polo siderurgico.

L’ISS comunica che sono state numerose le relazioni dell’ARPA Puglia e le campagne di monitoraggio della ASL di Taranto che attestano la contaminazione della catena trofica da composti organo-alogenati in alcune aziende zootecniche del territorio tarantino.

I risultati che scaturiscono dalle analisi del progetto SENTIERI, effettuate dal 1995 al 2009,  mostrano eccessi di mortalità sia per gli uomini che per le donne, dovute a specifiche sedi tumorali e specifiche patologie., analogamente al dato di mortalità infantile. Ciò documenta un  quadro della salute dei residenti di Taranto sfavorevole rispetto alla popolazione regionale.

L’istituto Superiore della Sanità comunica di aver riscontrato “…eccessi significativi per tutti i tumori rispetto agli altri Registri Tumori dell’Italia meridionale. In particolare,  per le neoplasie del polmone e della mammella. Per le leucemie, in entrambi i generi, si superano i valori attesi in base ai dati nazionali e delle macroaree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud. In età pediatrica l’incidenza dei tumori è del 70% più elevata rispetto ai dati nazionali delle diverse macroaree. Dai dati rilevati su richiesta del GIP di Taranto, nei quartieri Tamburi, Borgo, Paolo VI e nel Comune di Statte la mortalità è più elevata rispetto alla popolazione di riferimento. Emerge che i microinquinanti organici presenti nel PM IO costituiscono i principali fattori di rischio per la salute attribuibili alla attività dello stabilimento siderurgico…”.

In data 20 agosto 2013 si è svolto, presso il Ministero dell’Ambiente, un incontro tra enti nazionali e territoriali, per la costituzione del Gruppo di lavoro che preparerà la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per lo stabilimento ILVA di Taranto.

In tale sede è stato dato mandato all’ISS, coadiuvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un Piano di monitoraggio sanitario, per rilevare l’efficacia delle prescrizioni contenute nell’AIA. L’obiettivo di tale Piano è la sistematica sorveglianza delle variazioni nelle emissioni. a seguito dell’ adozione da parte dell’ ILV A delle prescrizioni per la riduzione delle emissioni diffuse e convogliate, rispetto alla situazione precedente all’ adozione delle stesse.

Il Piano deve avere la stessa durata dell’ AIA, 5- 8 anni e la valutazione in tale periodo dei rischi per la salute umana verrà misurata valutando:

1)  l’esposizione agli inquinanti aerodispersi;

2) l’esposizione agli inquinanti eventualmente presenti nella catena alimentare;

3) studi di bio-monitoraggio umano.

 

Attività di monitoraggio della catena alimentare

L’ISS dichiara che,  a seguito dei campionamenti effettuati nel 2012,  è stato proposto di precludere il pascolo e la produzione di foraggi e di alimenti per gli animali nella fascia di 15 km di raggio intorno aII’ILVA, fino a quando l’emissione della acciaieria non si sarà ridotta ad un punto tale da rendere accettabili i livelli di contaminazione della catena alimentare. Questo campionamento ha l’obiettivo di monitorare nel tempo i livelli di contaminazione ambientali allo scopo di stabilire quando i livelli di esposizione delle catene alimentari siano diminuiti a valori accettabili e possano essere riprese le attività zootecniche e di coltivazione dei foraggi.

L’altro obiettivo è quello di verificare il rispetto del divieto di pascolo e di alimentazione con foraggi prodotti nella zona contaminata.

 

Attività di biomonitoraggio umano

L’ISS comunica che la campagna di biomonitoraggio sarà articolata su due coorti di numerosità adeguata di residenti a Taranto selezionati anche sulla base di studi già effettuati nell’area: adulti (18-65 anni) e soggetti in età evolutiva (< 16 anni). Si verificherà anche la possibilità di effettuare esami di sangue del cordone ombelicale dei nati nel primo anno della campagna, consapevoli dell’ importanza e del peso che l’esposizione prenatale riveste per il resto della vita.

 

Sugli stili di vita e sulle relative conseguenze

L’ISS mi comunica che la campagna sarà accompagnata anche da dati derivanti da questionari ad hoc riportanti gli stili di vita, la dieta, abitudini di fumo, dati socioeconomici ed ogni altra informazione utile a definire meglio l’esposizione complessiva della popolazione in studio.

 

Sorveglianza epidemiologica

Per quanto concerne la sorveglianza epidemiologica, l’Istituto comunica che con il Piano si intende stimare, in un arco temporale di 5 – 8 anni, gli effetti giornalieri misurati del PM IO e del PM2,5 e l’impatto delle concentrazioni di questi composti sulla mortalità naturale, sulla mortalità cardiovascolare, respiratoria, sui ricoveri ospedalieri e sugli accessi al pronto soccorso per malattie cardiache e respiratorie nei residenti nella città di Taranto.

 

Progetto sul rischio riproduttivo

L’ISS propone inoltre di includere, fra le azioni da intraprendere, uno specifico progetto sul rischio riproduttivo nell’area di Taranto. In particolare, sarebbero da valutare le potenzialità d’uso dei dati correnti per la descrizione epidemiologica di eventi favorevoli della riproduzione in aree inquinate, anche potenziando la rete dei Registri delle malformazioni congenite e rafforzando la collaborazione di diversi soggetti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), regionale e locale nel campo della salute riproduttiva per il trasferimento delle evidenze di rischio e di impatto in azioni di prevenzione.

L’Istituto proseguirà l’attività di sorveglianza epidemiologica della patologia oncologica in età pediatrica,  alla luce dell’eccesso di casi di tumori infantili riscontrati nelle aree più inquinate di Taranto, in collaborazione con il Registro Tumori Puglia – ASL Taranto, utilizzando le procedure di lavoro messe a punto nell’ambito del progetto collaborativo ISS- Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM) sull’incidenza dei tumori nei siti inquinati.

 

Progettazione e realizzazione del Sistema GIS di raccolta dati del monitoraggio

L’ISS conclude affermando che i dati ambientali e sanitari acquisiti durante il monitoraggio dovranno essere raccolti in un sistema GIS dedicato, al fine di consentire una più rapida e specifica lettura della potenziale correlazione esistente tra effetti sanitari avversi e qualità dell’aria. Lo studio proposto prevede una piattaforma di conoscenza che comprende livelli ambientai , risultanze epidemiologiche, dati derivanti dai questionari ad hoc del bio-monitoraggio, livelli di esposizione effettiva (HBM) ed effetti sulla salute.

Le patologie oncologiche, circolatorie e respiratorie che mostrano eccessi nei quartieri di Taranto più compromessi sul piano della qualità ambientale hanno una eziologia multifattoriale ed una efficace strategia di contrasto deve prevedere, oltre al risanamento ambientale già menzionato, tutti gli altri interventi preventivi di provata efficacia quali la cessazione del fumo. l’educazione alimentare, la riduzione del rischio cardiovascolare e la conduzione di “screening’ per i tumori della mammella e del collo dell’utero.

L’istituto superiore della Sanità conclude comunicando che gli interventi di prevenzione dovranno infine  concentrarsi prioritariamente sulle fasce di popolazione più vulnerabili e suscettibili, in particolare l’infanzia, anche con interventi di sorveglianza sanitaria mirate, ove appropriati.

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