Ex monastero Santa Chiara occupato, Matarrese: «Si ristabilisca legalità, sicurezza ed igiene e ripartano con urgenza i lavori di ristrutturazione»

Questa mattina, su sollecitazione del consigliere comunale Giuseppe Carrieri, sono stato all’ex convento Santa Chiara occupato, si dice dal febbraio 2014, da più di quaranta migranti rifugiati politici, molti dei quali sembrerebbero muniti di regolare permesso di soggiorno.
La necessità di accogliere queste persone determina, come spesso accade, situazioni di evidente illegalità, di mancanza di requisiti minimi di sicurezza e di igiene, sia per i cittadini baresi che per i migranti, e pone in serio rischio il finanziamento europeo previsto per la ristrutturazione dell’ex convento che, allo stato attuale, potrebbe andar perso per l’impossibilità di proseguire nei lavori.
Gli immigrati, infatti, vivono in una struttura pubblica che, oltre ad essere pericolante, non dispone né di luce, né di acqua, né di servizi igienici, né di riscaldamento.
Lo stesso edificio è oggetto di lavori di ristrutturazione per un importo pari a 8 milioni di euro finanziati per la gran parte dalla Comunità Europea e che se non saranno ultimati entro giugno 2015 andranno persi.
I lavori, allo stato attuale, sono sospesi in quanto le aree di cantiere sono rese inaccessibili dagli immigrati che le occupano. Inoltre, trattandosi di aree di cantiere, la presenza di soggetti diversi dagli addetti ai lavori non è consentita per legge. La sospensione illegittima dei lavori in essere determinerà un inevitabile prolungamento del contratto di appalto con relativi maggiori oneri ed il concreto rischio di non poterli ultimare in tempo utile, con conseguente necessità di sopperire alle risorse comunitarie utilizzando finanziamenti statali, penalizzando ancor di più le finanze dello Stato.
Ancor più illegittima è la circostanza per la quale parte dell’archivio di Stato, ospitato nell’edificio, di fatto è nelle mani degli occupanti che sono ormai entrati, senza permesso, nei relativi locali.
Sorprende che, malgrado la soprintendenza abbia inoltrato denunce agli organi competenti e esperito ogni tentativo per ristabilire le condizioni di diritto, di sicurezza, di civiltà e di normalità, la situazione si trascini tra molteplici competenze e concretamente in un nulla di fatto!
È tollerabile che si occupi un edificio pubblico nella città vecchia, in una posizione molto visibile, all’apparente insaputa di tutti senza alcun minimo requisito di legalità?
Alla base vi è, certamente, un grave problema di accoglienza dei tanti migranti che raggiungono il nostro Paese ma non è accettabile che un tal concentrato di illegalità si verifichi nella città vecchia nell’incuria dei tanti preposti a trovare una soluzione.
Questa situazione necessita di immediate soluzioni: l’edificio andrebbe sgomberato e i lavori di ristrutturazione andrebbero eseguiti con celerità, mentre i profughi andrebbero accolti in strutture adeguate e degne di un Paese civile.
Tutto questo andrebbe fatto in tempi brevi per evitare ulteriori danni alle finanze dello Stato. A tal scopo presenterò una specifica interrogazione al Ministro dell’Interno ed al Ministro dei Beni, delle attività Culturali e del Turismo affinché si trovi con ogni urgenza una soluzione che restituisca dignità e sicurezza ai rifugiati e prima ancora ai cittadini baresi

Leave a reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Social Widgets powered by AB-WebLog.com.