Educazione Civica: strumento di partecipazione attiva alla vita del Paese

Dobbiamo sostenere e farci tutti promotori della formazione e dell’educazione dei cittadini al senso civico, sia in famiglia che nella scuola, poiché è proprio la cultura del senso civico che dota le persone degli strumenti per partecipare attivamente e appieno alla vita del Paese.
A questo proposito, ho aderito con estrema convinzione alla mozione del collega di Scelta Civica On. Paolo Vitelli che impegna il Governo a dare piena attuazione al disposto dell’articolo 1 del Decreto legge 1.9.2008, n. 137, che prevede l’istituzione per legge della disciplina denominata Cittadinanza e Costituzione, individuata nelle aree storico-geografica e storico-sociale ed oggetto di specifica valutazione, con una propria dotazione oraria di 33 ore annue e con voto distinto per tutti gli ordini e gradi di scuola.

Di seguito il testo integrale della mozione Vitelli.

La Camera,
premesso che:
-fra i compiti fondamentali della scuola di ogni ordine e grado deve rientrare l’obiettivo di formare e educare i cittadini al senso civico, alla responsabilità individuale e collettiva, al rispetto della persona umana senza discriminazioni, ai valori di libertà, di giustizia, di bene comune che affondano le radici nella nostra Costituzione e che, in una situazione definita da più parti emergenziale per una chiara deriva diseducativa, è urgente che la scuola possa svolgere appieno questo tipo di formazione;

-nel “Quadro di riferimento europeo” allegato alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18.12.2006, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, si afferma tra l’altro che la “competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile, grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici a all’impegno a un partecipazione attiva e democratica”;
-nel nostro paese la storia cinquantennale dei tentativi di istituire un insegnamento di educazione civica nella scuola ha mostrato successi, propositi nobili e soluzioni ragionevoli, ma anche parziali risultati. Introdotta nel 1958, la disciplina denominata “Educazione civica” (2 ore al mese obbligatorie, affidate al docente di storia, senza valutazione), è stata soppressa durante l’anno scolastico 1990/91, con motivazioni vaghe o comunque incoerenti, affermando che nella società ormai “evoluta” l’insegnamento di ciò che è o dovrebbe essere il comportamento di ogni singolo cittadino nei confronti della nazione che abita, a cominciare dallo studio approfondito di cosa sia la nazione, le sue istituzioni e la Costituzione, non fossero prioritari. Tentativi successivi di introdurre un’educazione alla convivenza civile, alla democrazia, alla legalità e alla cittadinanza attiva (Direttiva 8.2.1996, n. 58, Legge delega 28.3.2003, n. 53 e Decreto legislativo 19.2.2004, n. 59, DM 31.7.2007) non hanno avuto applicazioni significative;

-una svolta da questo punto di vista è stata rappresentata dal Decreto legge 1.9.2008, n. 137, convertito nella legge 30.10.2008, n. 169. Questo provvedimento, ha, infatti, previsto, all’Art. 1, l’istituzione per legge della “disciplina denominata Cittadinanza e Costituzione, individuata nelle aree storico-geografica e storico-sociale ed oggetto di specifica valutazione”, con una propria dotazione oraria di 33 ore annue e con voto distinto per tutti gli ordini e gradi di scuola;

-la sperimentazione di questo insegnamento è stata avviata nella scuola già a partire dall’anno 2008-2009 e ha comportato nell’immediato la scelta di concentrare l’attenzione da un lato sulla formazione dei docenti e dall’altro su contenuti che avessero per oggetto “le conoscenze e le competenze relative a “Cittadinanza e Costituzione” nell’ambito delle aree storico-geografica e storico- sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”;

– l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” è stato ribadito in una serie di Regolamenti attuativi della riforma del Sistema Scolastico (DPR 20 marzo 2009 n. 89 “ Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico…”, in particolare artt. 4 c. 9 e 5 commi 6 e 9; DPR 15 marzo 2010 n. 87 “Riordino degli istituti professionali” art.5 c.1 lettera e); DPR 15 marzo 2010 n. 88 “Riordino degli istituti tecnici”, art. 5 c.1. lettera e); DPR 15 marzo 2010 n. 89 “Riordino dei licei”, art. 10 c.7) e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nelle sue articolazioni centrali e periferiche, ha cercato di sostenere l’attuazione del citato Art. 1 attraverso note esplicative, documenti e iniziative;

-nonostante gli sforzi fatti e le molteplici iniziative messe in campo, la situazione appare ancora un lavoro in progress piuttosto che una realtà pienamente attuata;
– oggi come non mai è fondamentale valorizzare, all’interno dell’orario scolastico, la disciplina Cittadinanza e Costituzione potenziando la formazione degli studenti al rispetto delle persone, delle leggi, dell’ambiente e dei beni comuni, alla cultura della legalità, del senso dello stato, della responsabilità individuale e dei diritti e doveri nei confronti della collettività;

impegna il Governo

-a proseguire con maggior forza nel dare piena attuazione dell’Art. 1 della legge sopracitata affinchè l’insegnamento della materia “Cittadinanza e Costituzione” trovi attuazione nel percorso scolastico, sia in una dimensione specifica integrata alle discipline dell’area storico-geografica e storico-sociale sia in una dimensione educativa che attraversi e interconnetta l’intero processo di insegnamento/apprendimento;

-a implementare iniziative e azioni che contribuiscano alla sensibilizzazione e alla formazione degli insegnanti, affinchè questi da un lato rafforzino la loro preparazione culturale sui temi della cittadinanza e della Costituzione e dall’altro siano stimolati e incentivati a potenziare il loro impegno nell’insegnamento di questa disciplina;

-ad avviare iniziative di monitoraggio costante sull’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, in modo da verificare in che misura esso viene impartito nelle scuole dei vari ordini e grado, al fine di poter individuare le eventuali criticità e predisporre le opportune misure correttive.

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