Edilizia Taranto: crisi si può superare ma occorre tempo e collaborazione di tutti

(AGENPARL) – Roma, 08 ott – “La crisi del settore dell’Edilizia denunciata dal presidente di Ance Taranto è di fatto una crisi annunciata da anni che interessa tutto il Paese. Le politiche degli ultimi governi orientate alla riduzione degli investimenti ed al ricorso al debito per compensare l’aumento della spesa corrente hanno causato, di fatto, il fermo del settore edile con conseguenze più gravi al Sud dove il sistema economico è da sempre più debole.

L’IMU, quale unico strumento possibile per riequilibrare in tempi brevi il debito nei parametri europei, ha dato il colpo di grazia. Solo tre anni fa, quale presidente di Ancepuglia, al pari di tanti colleghi ero fuori dal parlamento a consegnare i caschi di sicurezza simbolo del nostro lavoro; un gesto simbolico che voleva rappresentare alla politica la situazione alla quale oggi si è arrivati. Siamo rimasti inascoltati. Ora ne paghiamo le conseguenze e ci vuole tempo per riparare al danno causato, per rimettere in moto progetti e finanziamenti ed opportunità di lavoro per il settore.

Si attendono ancora le risorse necessarie a tal scopo e di questo ne soffre Taranto che è destinataria di circa 120 milioni di euro, dei quali buona parte destinate alle bonifiche, sbloccati con un’azione sinergica dei parlamentari pugliesi che ha visto Scelta Civica in prima linea nel decreto Ilva e che sono state portate in deroga dal patto di stabilità. Si attende lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione e dei fondi comunitari ancor oggi non spesi del tutto, che per la Puglia sono 2,5 miliardi di euro per il 2007/2013 e poi quelli del 2014/2020 per l’Italia circa 56 miliardi, di cui 42 miliardi di euro da programmare al Sud. Nel decreto Fare, molta attenzione è stata posta sul settore edile per sgravarlo degli oneri e dei sovraccarichi burocratici che una politica inconsapevole per anni ha riposto sulle imprese.

Nel prossimo decreto legge sull’Imu si prevede la non applicazione sull’invenduto, da sempre richiesto dal settore. In altri termini, il dissesto procurato sembra aver dato alla politica una nuova consapevolezza ed attenzione sulle imprese, finalmente riscoperte quale volano per la ripresa economica ed il superamento della crisi attuale. Molto c’è da fare sulla riduzione delle procedure e degli adempimenti, che ritardano lungamente i tempi di investimento e che impediscono l’occupazione, a partire dalla stazione unica appaltante, giustamente richiesta, e dallo sportello unico. Tanto c’è ancora da fare anche sulla responsabilizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni affinché possano favorire quel contesto vantaggioso per l’attività d’impresa in considerazione dei risvolti sociali che sono in grado di determinare sui territori in termini occupazionali.

Per realizzare tutto questo occorre tempo affinché si possano produrre gli effetti attesi dal settore in questo particolare momento.

L’iniziativa promossa da Ance Taranto evidenzia che questa città merita una particolare attenzione a partire dalla spesa in tempi brevi delle risorse stanziate, pari a complessivi 120 milioni per i diversi interventi infrastrutturali e di bonifica previsti sul territorio, ma anche dal favorire prospettive alternative di sviluppo, tramite la programmazione attenta sia dei fondi comunitari del periodo 2014/2020, che di interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana che possano vedere protagonista il settore edile nella concertazione pubblico/privato prevista dalle leggi regionali in materia. In questo aiuta un’idea inclusiva di integrazione del sistema di imprese in linea con i principi europei, piuttosto che esclusiva di territorialità locale che non ha mai dato risultati attesi, anche con riferimento alle grandi committenze che operano su Taranto.

Ci sono tutti i presupposti per reagire allo stato di grave crisi ben rappresentato da Ance Taranto nella consapevolezza che il nostro Paese ha un debito di riconoscenza nei confronti di questa bellissima città. In questa reazione le imprese del settore edile, che hanno sempre dimostrato di essere capaci di produrre lavoro ed occupazione, sapranno essere protagoniste nel superamento della crisi”.

Lo afferma l’On. Salvatore Matarrese, già Presidente di ANCE Puglia ed attualmente Capogruppo di Scelta Civica in VIII Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.

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