DL FARE: un emendamento per salvaguardare le tv locali

Ho presentato un emendamento al cosiddetto DL Fare che attualmente è in fase di discussione generale in Aula alla Camera dei Deputati.

L’emendamento tende a salvaguardare il lavoro delle piccole e medie imprese italiane che operano nel settore delle emittenti locali ma, di riflesso, il beneficio dell’emendamento si estenderebbe anche a tutte le altre PMI che utilizzano le televisioni locali per raggiungere i mercati di riferimento.

Mi spiego meglio.

L’emendamento ha lo scopo di salvaguardare il Fondo statale per le emittenti locali dal taglio previsto dal DL FARE e di aumentarne la capacità negli anni successivi.

Il fondo garantisce il pluralismo dell’informazione e, quindi, consente anche alle tv locali di sopravvivere mantenendo inalterati i livelli occupazionali che, invece, a causa dei rilevanti decrementi subiti negli scorsi anni da parte di tutti i Governi che si sono succeduti, rischiano di toccare limiti non più sostenibili dal punto di vista economico.

Se le emittenti locali non venissero sostenute dallo Stato attraverso questo Fondo, si verrebbe a fortificare la posizione di forte duopolio delle tv nazionali che, a loro volta, pubblicizzando prevalentemente prodotti di imprese di livello nazionale, causerebbero, di riflesso, la perdita di visibilità dei prodotti delle PMI con conseguenti  riduzioni di opportunità di mercato per le aziende produttrici di minori dimensioni e di interesse prevalentemente regionale.

Infine, la rilevanza dei tagli che si vorrebbero attuare, che come detto si sommano ai tagli operati negli anni precedenti, porterebbero molte delle TV locali a dover drasticamente ridurre la propria attività (se non a chiuderla) con consistenti perdite di posti di lavoro e quindi con perdite economiche in un settore che, invece, potrebbe fungere da volano per le PMI che sono l’ossatura portante del sistema produttivo del nostro Paese e per la Regione Puglia in particolare.

Comments ( 3 )

  1. ReplyFrancesco Liparulo

    Il cittadino che aspira a fare politica deve essere fermamente convinto che si debbano difendere i diritti di ogni essere umano, indipendentemente dalla sua età, dal suo ceto sociale, dal colore della sua pelle, dal suo stato di salute. Si tratta di credere che la politica debba essere un servizio per la persona, che il valore del giusto o del non giusto debba dipendere soprattutto dal rispetto dei diritti naturali e che la procedura democratica debba dipendere dalla dignità della persona (bambino, adulto, anziano, diversamente abile). La persona al centro perché l'essere umano non è un'isola, ma vive in una comunità per il suo carattere sociale. Ferma e indelebile la convinzione che la famiglia, fondata liberamente sul matrimonio tra un uomo e una donna è la prima società naturale che ha la priorità sulla società civile e sullo Stato. Si tratta di tutelare la famiglia attraverso il salario familiare e una riforma fiscale che tenga conto dei componenti del nucleo familiare. Tutti noi pensiamo che sia necessario valorizzare la libertà dei genitori per l'istruzione dei propri figli e l'impegno e prevenire a livello sociale i comportamenti a rischio (droga, alcolismo...). La famiglia italiana di oggi deve affrontare l’attuale crisi finanziaria, economica e valoriale. Si tratta di recuperare “le radici della crescita delle Regioni per promuovere le loro qualità produttive che fanno vincere le sfide della globalizzazione. Milioni di Italiani vivono, secondo le recenti statistiche, con la metà del reddito medio nazionale (circa 600 euro al mese). La crescita degli indigenti evidenzia una forte disuguaglianza tra ricchi e poveri e un fenomeno di ingiustizia sociale. La famiglia genera legami di appartenenza, dà forma sociale alle persone, trasmette valori culturali, etici, sociali, spirituali essenziali per lo sviluppo della società civile. La razionalizzazione morale dell'agire politico deve fondarsi sulla giustizia, la legge e la reciproca amicizia. Si tratta di sforzarsi per applicare le strutture politiche al servizio del bene comune, della dignità della persona e del senso dell'amore civico. L'attività politica deve basarsi sui bisogni più intimi della vita delle persone e dell’esigenza della pace sociale, dell’amore, delle energie morali e spirituali. Occorre agire nella comunicazione e utilizzare mezzi morali per essere liberi. La forza della società politica presuppone la giustizia perché si avvale delle energie dei cittadini in quanto energie di uomini liberi che sanno esprimersi con amicizia. I componenti di Scelta Civica intendono creare una nuova forza che dia “centralità all'interesse generale nell’azione politica e speranza di crescita ad un Paese disilluso”. Si auspica un centro politico popolare, europeista, liberale e riformatore che possa rappresenterà il partito della nazione distinto dal populismo demagogico e dal particolarismo territoriale degli interessi localistici Le riforme dovranno mirare a rendere possibile una vita quotidiana più umana per milioni di disoccupati con leggi e norme che migliorino il rispetto della persona umana, della famiglia del lavoro con l'applicazione del principio di solidarietà e sussidiarietà. L’esortazione è quella di costruire una società più giusta il cui centro è la persona che si realizza liberamente, cioè una società fondata sul progresso della vita e sulla forza della libertà in cui sia riconosciuta la dignità dell’uomo esistenziale dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. L’appello alla libertà della persona umana è essenziale perché ogni essere umano, donna o uomo, possa impegnarsi ed essere protagonista in una società aperta al progresso di tutto il popolo. Si tratta di porre la libertà al centro della storia perché possa essere apertura di senso del futuro di una nazione, Francesco Liparulo - Venezia

  2. ReplyFrancesco Liparulo

    Si auspica un centro politico popolare, europeista, liberale e riformatore che possa rappresenterà il partito della nazione distinto dal populismo demagogico e dal particolarismo territoriale degli interessi localistici Le riforme dovranno mirare a rendere possibile una vita quotidiana più umana per milioni di disoccupati con leggi e norme che migliorino il rispetto della persona umana, della famiglia del lavoro con l'applicazione del principio di solidarietà e sussidiarietà. L’esortazione è quella di costruire una società più giusta il cui centro è la persona che si realizza liberamente, cioè una società fondata sul progresso della vita e sulla forza della libertà in cui sia riconosciuta la dignità dell’uomo esistenziale dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. L’appello alla libertà della persona umana è essenziale perché ogni essere umano, donna o uomo, possa impegnarsi ed essere protagonista in una società aperta al progresso di tutto il popolo. Si tratta di porre la libertà al centro della storia perché possa essere apertura di senso del futuro di una nazione, Francesco Liparulo - Venezia

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