Dissesto idrogeologico, Puglia in ritardo. Interrogazione di Matarrese

Ho sottoposto ancora una volta al Governo la grave situazione di inutilizzo dei fondi che sono stati da tempo stanziati per contrastare il dissesto idrogeologico. Emerge con evidenza la difficoltà da parte degli enti locali di dotarsi di progetti idonei ad accedervi. Il ritardo nella spesa di queste risorse ed il mancato avvio dei lavori non sono più sostenibili né compatibili con la gravità dei pericoli che il dissesto idrogeologico continua a determinare.

In particolare, ho evidenziato che la regione Puglia rischia di perdere 100 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione nell’ambito del relativo Patto per il Sud, se i progetti degli enti locali non risulteranno tecnicamente adeguati e cantierizzabili entro il termine previsto del 31 dicembre 2019, data ultima per l’assunzione degli impegni giuridicamente vincolanti.

Le difficoltà riscontrate dagli enti locali pugliesi sono molteplici e sono comuni a quelli del resto del Paese. Un problema, quindi, diffuso è grave.

Attualmente, il processo che dovrebbe consentire dal punto di vista amministrativo l’esecuzione dei lavori in Italia è chiuso in un circolo vizioso: da un lato si rileva l’incapacità degli enti locali a dotarsi in tempi brevi di progetti idonei a consentire la spesa delle risorse stanziate, dall’altro le stazioni appaltanti non possono affidare progettazioni esecutive di opere se non debitamente finanziate.

Inoltre, gli enti locali lamentano iter procedurali troppo complessi e stringenti tali da non consentire nei fatti l’utilizzo dei fondi stanziati.

Il “Fondo per la progettazione”, che il Governo ha reso disponibile nel 2015 per favorire l’avanzamento dello stato progettuale relativo alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e per renderle immediatamente cantierabili, non ha prodotto alcun risultato apprezzabile.

Il risultato sconcertante è che in Italia il 94% dei 9.230 progetti facenti parte del piano antidissesto non sono ancora cantierabili e quindi il contrasto al dissesto idrogeologico è nei fatti molto modesto, se pur molto spesso annunciato.

Ho chiesto al Governo di porre in essere concretamente iniziative che consentano l’accelerazione, la riduzione degli adempimenti spesso molto ridondanti tra i vari enti preposti, la semplificazione delle procedure necessarie per arrivare ad una rapida cantierizzazione dei progetti e quindi alla spesa dei fondi stanziati. In particolare, ho richiesto che siano adottati provvedimenti per la rivisitazione e riorganizzazione delle procedure e dell’intero processo amministrativo che disciplina l’accesso alle risorse stanziate per il contrasto al fenomeno del dissesto idrogeologico.

La soluzione al problema diventa sempre più urgente e gli impedimenti determinati da burocrazia e procedure eccessivamente stringenti sono davvero inaccettabili in presenza di un fenomeno così grave che si ripete causando danni e morte.

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