Casa: bene inaccessibile per tasse, mutui e costo affitti. Le soluzioni di ANCE all’Home Day

La casa e’ stata oggetto di una tassazione senza precedenti che ha consentito all’Italia di scongiurare il dissesto economico al quale è stato portato il Paese. E’ giunto il momento di invertire la rotta.

Nel corso dell’HOME DAY, importante evento sulla casa organizzato dall’ANCE, abbiamo avanzato una serie di proposte per far fronte all’emergenza abitativa e per risollevare l’economia.

Per superare la crisi del settore casa è necessario mettere in campo politiche abitative concrete che portino non solo alla definizione di un piano nazionale di edilizia sociale ma anche ad una tassazione sulla casa che sia più equa ed a mutui per l’acquisto della prima casa che siano più accessibili per le famiglie e per i singoli cittadini.

La legge di stabilità dovrà essere modificata nella direzione di un abbassamento significativo delle tasse, a partire dalle abitazioni. Le gravose imposte sugli edifici, siano essi ad uso abitativo, commerciale, industriale ed agricolo, stanno definitivamente uccidendo il mercato immobiliare delle compravendite e delle costruzioni, con conseguente ed enorme danno all’economia nazionale.

Per invertire la rotta servirebbe, intanto, una tassazione equa e stabile. Nella legge di stabilità ci vorrebbe la forza di chiudere questa partita e di stabilizzare una volta per tutte la tassazione sulla casa.

Ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale che richiede interventi immediati a partire dall’edilizia popolare sovvenzionata e quindi risorse da dedicare:

– per ristrutturare gli alloggi popolari liberi per poi rimetterli sul mercato. Si stima la possibilità di rimettere in circolo 25 mila alloggi;

– per acquistare a prezzi calmierati l’invenduto immobiliare sul mercato da destinare ad edilizia sovvenzionata attenuando al contempo il peso economico che tale stato di fatto determina sul settore;

– per consentire allo Stato di garantire la morosità nelle realizzazioni di Housing sociale tramite i Fondi FIA della Cassa depositi e prestiti per incentivare la partecipazione di fondi pensione, assicurativi e privati creando il volano economico necessario.

Risorse che possono reperirsi, che spesso sono stanziate, ma non sono utilizzate come per i Fondi GESCAL gestiti dalle Regioni per l’edilizia popolare: ci sono 1,61 miliardi di euro dei quali nel primo semestre 2013 sono stati spesi solo 62,5 milioni. Un vero paradosso in questo contesto di carenza di abitazioni e di lavoro!

Questo stato di fatto da un lato deve farci comprendere la difficoltà di governance dei processi di spesa nel nostro Paese, dall’altra la necessità di liberare la casa dalla tassazione che la rende una fonte di reddito solo per lo Stato, penalizzando gravemente la sua capacità moltiplicativa di investimenti, lavoro ed occupazione.

Ripensare quindi il sistema di tassazione della casa con criteri di maggiore equità e di correlazione al reddito che riportino il sistema in equilibrio perché la ripresa economica non può prescindere dalla casa, così come i cittadini meno abbienti non possono avere uno Stato che ignora il loro diritto alla casa. Su questo deve esserci un impegno reale di competenze e di accelerazione nella spesa delle risorse stanziate, evitando la ricerca del consenso che annuncia eliminazioni di tasse sulla casa spesso sostituite da altre con diverso nome ma egualmente gravose.

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