Approvata mozione Causin-Matarrese: Governo rimuova blocco stipendiale per il comparto difesa – sicurezza

E’ stata appena accolta la mozione Causin, di cui sono firmatario, che riguarda il blocco delle retribuzioni per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico.

La mozione ha impegnato il Governo ad individuare le risorse per rimuovere il blocco stipendiale per il comparto «difesa – sicurezza e soccorso pubblico», anche attraverso la predisposizione di misure, compatibilmente con le esigenze di bilancio, volte al recupero dei trattamenti economici che tengano conto dei differenti impieghi e funzioni, sin dalla prossima Legge di stabilità per l’anno 2015.

Nel corso degli ultimi 5 anni, infatti, le iniziative normative volte a riassegnare risorse al comparto sicurezza e difesa per rimuovere il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti sono state rese vane dai dictat imposti dalla spending review che hanno obbligato, tra l’altro, il ministero della Difesa a contenere la spesa attraverso la riduzione del personale militare in misura non inferiore al 10 per cento e la riduzione di spesa per l’acquisto di beni e servizi del Ministero della difesa pari a 148 milioni di euro.

I tagli lineari degli ultimi anni hanno complessivamente ridotto di oltre 4 miliardi di euro gli stanziamenti economici destinati al funzionamento e all’efficacia del sistema di sicurezza e protezione sociale del Paese, compromettendo l’efficienza degli apparati e diminuendo sensibilmente la capacità di intervento delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco sul territorio.

Forze Armate e Forze di Polizia, proprio per il fondamentale ruolo che svolgono quotidianamente in favore della sicurezza dei cittadini, meritano sicuramente un trattamento diverso e un interesse maggiore da parte del Governo che, ne sono certo, troverà il modo di ripristinare i meccanismi di adeguamento e di aumento retributivo (scatti e classi di stipendio) degli stipendi.

Di seguito il testo della mozione accolta dal Governo.

Mozione 1-00546
presentato da
CAUSIN Andrea
testo di
Lunedì 14 luglio 2014, seduta n. 263
La Camera,
premesso che:
la proroga al 2014 del «blocco» delle retribuzioni del personale del comparto difesa e sicurezza e del connesso fenomeno delle cosiddette «promozioni bianche», in atto oramai dal 2011, sta incidendo in maniera significativa sulla qualità della vita del personale delle Forze armate e di tutto il comparto difesa e sicurezza, ripercuotendosi anche sul futuro trattamento pensionistico;
nonostante le numerose prese di posizione, fino a livello ministeriale, intese alla necessità di porre ordine alla problematica così generatasi e legata specificatamente al personale del comparto difesa e sicurezza, non sono stati ancora definiti tempi e modi per il suo «sblocco», causando incertezza nel personale e nelle loro famiglie;
i tagli lineari degli ultimi anni hanno complessivamente ridotto di oltre 4 miliardi di euro gli stanziamenti economici destinati al funzionamento e all’efficacia del sistema di sicurezza e protezione sociale del Paese, compromettendo l’efficienza degli apparati e diminuendo sensibilmente la capacità di intervento delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco sul territorio;
si tratta di tagli, originari dalla necessità, ma che hanno avuto delle gravi ripercussioni sulle funzioni attribuite ad un settore così delicato della pubblica amministrazione, quotidianamente impegnato a garantire la protezione della collettività e la salvaguardia dello sviluppo sociale del Paese, con conseguenze davvero pesanti che hanno prodotto un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni di lavoro e di vita degli operatori interessati, alle prese con crescenti mole di lavoro, da affrontare minori risorse umane e strumentali a disposizione, e con tutele sempre più ridotte;
la situazione contrattuale del comparto difesa e sicurezza, già bloccata dal 2006, ha subito un ulteriore aggravio per effetto del decreto-legge n. 78 del 2010, prevedendo al comma 21 dell’articolo 9 l’esclusione, per l’intero triennio 2011-2013, tanto dai meccanismi di adeguamento disposti per legge, quanto dall’applicazione degli aumenti retributivi (scatti e classi di stipendio) collegati all’anzianità di ruolo, e al riconoscimento dei benefici economici correlati alle progressioni di carriere delle retribuzioni di tutto il personale della pubblica amministrazione. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 4 settembre 2013 ha prorogato dette disposizioni fino al 31 dicembre 2014;
successivamente nel DEF 2014 il Governo ha messo in conto lo sblocco di alcune delle misure di congelamento stabilite dall’articolo 9 del decreto-legge n. 78 del 2010, in particolare il tetto individuale (comma 1) e alcuni effetti economici delle promozioni (comma 21, terzo e quarto periodo);
tuttavia, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 154 del 2014, ha fornito la sua interpretazione con riferimento agli automatismi stipendiali del personale del comparto sicurezza difesa: sono tutti bloccati dal comma 21 secondo periodo dell’articolo 9 del decreto-legge n. 78 del 2010 e non dal comma 1 dello stesso articolo, dunque, il quadriennio 2011-2014 non ha valenza giuridica ai fini della maturazione degli automatismi stipendiali comunque denominati e non solo per le «classi e scatti» del personale dirigente. Tutto ciò a grave danno del personale del comparto «sicurezza e difesa» che, nonostante siano riconosciuti professionalità e impegno nello svolgimento dei compiti di istituto, non ha visto rispettati i propri diritti contrattuali, nonché giuridico costituzionali;
nel corso della passata legislatura, diverse sono state sia le proposte di legge, sia gli atti di sindacato ispettivo prodotti e condivisi che hanno evidenziato l’opportunità di avviare una serie di iniziative volte a favorire la funzionalità ed operatività dello strumento militare, con particolare riferimento alla salvaguardia della funzionalità e delle capacità operative di intervento;
uno degli obiettivi considerati prioritari e individuati a larga maggioranza attraverso gli atti di indirizzo approvati dalla Camera nella XVI legislatura, in occasione dell’esame delle mozioni 1 –00093, 1-00126 e 1-00128 è quello di destinare in via prioritaria le risorse della difesa ai settori del reclutamento e dell’addestramento e ad assicurare, nel tempo, stabilità e coerenza all’assegnazione delle risorse per il comparto difesa;
il «collegato lavoro» (legge 4 novembre 2010, n. 183), all’articolo 19, ha disposto in merito alla specificità, riconoscendo il ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché lo stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti;
la legge 23 maggio 2011 n. 74, di conversione del decreto-legge n. 27 del 2011, recante misure urgenti per la corresponsione di assegni una tantum al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, attingendo a risorse finanziarie già stanziate per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, ha previsto la corresponsione di assegni una tantum al citato personale interessato dal blocco dei meccanismi di adeguamento retributivo e degli automatismi stipendiali disposti con la legge n. 122 del 2010;
le iniziative normative positive, purtroppo, si sono alternate ad iniziative che non ne hanno permesso una tempestiva realizzazione. Il decreto-legge n. 95 del 2012 (cosiddetto spending review), attraverso misure di contenimento della spesa quali la riduzione del personale militare in misura non inferiore al 10 per cento e la riduzione di spesa per l’acquisto di beni e servizi del Ministero della difesa pari a 148 milioni di euro, ha dilazionato nel tempo l’attuazione degli impegni precedentemente assunti, in merito all’assegnazione di risorse adeguate per il comparto sicurezza e difesa e alle disposizioni in materia di blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti,

impegna il Governo

ad adottare concrete ed immediate iniziative normative finalizzate a rimuovere il blocco stipendiale per il comparto «difesa – sicurezza e soccorso pubblico», anche attraverso la predisposizione di misure, compatibilmente con le esigenze di bilancio, volte al recupero dei trattamenti economici che tengano conto dei differenti impieghi e funzioni, sin dalla prossima Legge di stabilità per l’anno 2015.

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